Strategia (e gaffe) dell’inviato speciale di Berlino ad Atene
Capelli tinti ombrati di rosso, occhiali sul naso, girovita generoso. Hans-Joachim Fuchtel, il nuovo emissario di Angela Merkel in Grecia, non dà certo l’impressione del minaccioso guardiano teutonico dei conti pubblici. Ed è proprio per la sua apparenza paciosa e riflessiva che la cancelliera si è decisa a spedire in missione il sessantenne avvocato svevo. Per i rapporti tra Atene e Berlino sono settimane decisive. A poche ore dalla sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe sulla liceità della ratifica del Fondo di stabilizzazione permanente (Esm), il governo tedesco ha voluto dare un nuovo segnale di distensione.
20 AGO 20

Roma. Capelli tinti ombrati di rosso, occhiali sul naso, girovita generoso. Hans-Joachim Fuchtel, il nuovo emissario di Angela Merkel in Grecia, non dà certo l’impressione del minaccioso guardiano teutonico dei conti pubblici. Ed è proprio per la sua apparenza paciosa e riflessiva che la cancelliera si è decisa a spedire in missione il sessantenne avvocato svevo. Per i rapporti tra Atene e Berlino sono settimane decisive. A poche ore dalla sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe sulla liceità della ratifica del Fondo di stabilizzazione permanente (Esm), il governo tedesco ha voluto dare un nuovo segnale di distensione. Non solo la Grecia non uscirà dall’euro, ma Berlino s’impegna a fare in modo che il sistema economico greco riacquisti presto competitività. Già lo scorso anno l’Ue inviò un proprio burocrate, Horst Reichenbach, anch’egli tedesco, per migliorare la macchina amministrativa e fiscale ellenica. Non finì bene. Nel maggio scorso a Reichenbach incendiarono l’automobile della moglie e l’abitazione di Potsdam. Con Fuchtel le cose sembrano destinate ad andare meglio. Almeno sul piano dei gesti e dei rapporti personali, visto che nessuno in Germania crede che la sua missione sia destinata a produrre risultati concreti.
Democristiano di lungo corso e attuale sottosegretario al ministero del Lavoro, Fuchtel guida da un anno la Deutsch-Griechische Versammlung (Dgv), un’aggregazione di enti locali tedeschi e greci voluta dalla cancelliera per rinsaldare i rapporti tra i cittadini dei due stati. Fuchtel incarna alla perfezione il politico di provincia, abituato a occuparsi di piccoli problemi quotidiani, senza trasmettere la sensazione di essere venuto a imporre nuove misure lacrime e sangue. Ironico è il ritratto che ne ha fatto il New York Times, secondo il quale Fuchtel, appena giunto sul suolo ellenico per una visita di quattro giorni, ha ricevuto in dono una bicicletta. Bicicletta con la quale ha poi goffamente scorrazzato in una sala di Rodi zeppa di autorità locali dei due paesi. Ed è proprio con le autorità locali dell’isola greca che Fuchtel, accompagnato da una banda musicale teutonica, si è intrattenuto dopo il suo arrivo. Per rompere il ghiaccio, una volta ricevuto dal governatore Ioannis Macheridis, Fuchtel ha esordito commentando la bellezza delle terre elleniche: “Lo sa che lei ha un ufficio con una vista meravigliosa? Glielo invidio proprio”, ha esclamato all’indirizzo di Macheridis, stando al racconto del quotidiano Welt. Al che, il governatore ha subito replicato: “Di certo però non invidierà il mio stipendio”, che è circa un quinto di quello del deputato cristiano-democratico. Anche i giornali locali greci hanno reagito con sospetto all’ennesima visita di un uomo della cancelliera tedesca. Ma Fuchtel, attorniato da uno stuolo di piccoli amministratori locali del Baden-Württemberg, sembra essere riuscito nel suo intento di mostrare vicinanza e sensibilità per i problemi di una Grecia martoriata dalla recessione. Come lo stesso Fuchtel ha spiegato ai media tedeschi, “siamo qui per capire come poter essere d’aiuto”. I problemi sono tanti: dall’inefficiente smaltimento dei rifiuti sull’isola di Naxos alla crisi di vinicoltura e olivicoltura nell’Egeo. Per ciascuno dei problemi individuati, Fuchtel e il suo entourage hanno cercato di abbozzare una soluzione. L’obiettivo è spazzare via l’immagine del tedesco cattivo e sostituirla con quella del buon samaritano. Il tutto a poco meno di un mese dalla pubblicazione dell’ennesimo rapporto con cui la Troika (Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) chiarirà se Atene potrà ricevere la prossima tranche di aiuti.